[RECENSIONE] "This war of mine": vivere la guerra. - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "This war of mine": vivere la guerra.


Ed eccoci qui oggi a parlare di un videogioco molto particolare che rompe la tradizione dei più classici giochi di guerra: This war of mine. Gioco gestionale sviluppato dalla 11 bit studios e pubblicato nel novembre del 2014.

Il gioco prende spunto dall'assedio di Sarajevo cercando di mettere su schermo non la forza bruta dei soldati in battaglia, ma le difficoltà e le sofferenze dei civili patite durante la guerra. Nessun nemico, nessuna base da conquistare, nessuna missione da eseguire: sopravvivenza è la parola d'ordine. Ma il solo concetto di sopravvivenza non rende minimamente giustizia alla profondità del gioco. Nel corso degli anni il mondo videoludico ha sfornato un'infinità di giochi basati sulla guerra, ma della guerra abbiamo visto solo una faccia della medaglia, quella più banale se vogliamo. This war of mine offre invece un punto di vista differente: vivere la guerra dalla parte del più debole. Probabilmente non sono molti quelli che si sono soffermati, almeno una volta, a pensare alle difficoltà che le persone civili possono patire in queste situazioni. Il gioco però, ci offre l'opportunità di farlo e lo fa nella maniera migliore possibile. Freddo, paura, fame, sono solo alcuni degli elementi che durante questa esperienza vedremo e per qualche strana ragione riusciremo quasi a provare. This war of mine riesce a farci toccare con mano una situazione che nessuno vorrebbe vivere ma che tutti dovremmo conoscere. Lo fa quasi con dolcezza nei momenti di leggerezza, quando la pressione per la ricerca del cibo e la paura per l'arrivo degli aggressori è più bassa, ma riesce ad essere altrettanto rude ponendoci davanti scelte etiche difficili da prendere o facendoci sentire in ogni angolo del nostro corpo il peso di una situazione difficile.



Uno degli aspetti peculiari del gioco che riesce sin da subito a inserirci in questa situazione precaria è la grafica. Risaltano subito all'occhio le tonalità molto scure, e l'utilizzo di colori freddi che vanno a creare un'atmosfera molto tetra che riesce a rappresentare appieno la drammaticità del momento. Nonostante lo stile grafico in 2D i disegni riescono a rendere perfettamente l'idea di un ambiente devastato dalla guerra. Abitazioni semi distrutte, oggetti rotti, sporcizia percettibile, insomma non c'è nulla che non faccia pensare alla guerra.
Le stesse persone, per quanto abbiano movimenti limitati sono state rappresentate in maniera impeccabile in modo tale da riuscire a percepire in ogni momento la loro sofferenza.


L'atmosfera del gioco però non è determinata esclusivamente dalla grafica. Una grossa mano arriva dal comparto sonoro. Musiche basse, tetre (anche se non sempre), riescono a farci immergere completamente nella situazione precaria che vivono i personaggi. Tutto ciò non è da sottovalutare perché paradossalmente tutti questi sono elementi che consentono di vivere appieno questa esperienza e consente di non fermarsi dopo poco tempo, perché sì, il gioco è interessantissimo e piacevole da giocare, ma dopo un po' risulta essere molto ripetitivo.



Passiamo ora al gameplay. Il giocatore ha la possibilità di controllare 3 personaggi (nel corso del gioco potrebbero aggiungersene altri) all'interno di un rifugio che funge da casa e sostanzialmente tutti e tre hanno la possibilità di fare le stesse cose. Alcuni di loro però, potrebbero avere delle peculiarità che ci potrebbero essere utili per risparmiare risorse.
Il gioco sostanzialmente si divide in due fasi: giorno e notte.
Durante il giorno, sfruttando i personaggi, abbiamo la possibilità di craftare numerosi oggetti per la nostra sopravvivenza, cucinare pasti, medicare ferite o creare oggetti utili al baratto. Bisogna stare molto attenti durante questa fase perché è il momento in cui possiamo salvaguardare la salute dei nostri personaggi, sia fisica che psichica. Spesso inoltre il gioco ci mette davanti e scelte "difficili", ad esempio quando qualche persona esterna viene a chiederci aiuto, in quel caso bisogna saper scegliere cosa fare in base alle nostre possibilità e in alcuni casi essere anche un po' cattivi. Da notare però che ogni nostra scelta avrà delle ripercussioni sui nostri personaggi. 

Durante la notte invece uno dei nostri personaggi avrà la possibilità di uscire dal rifugio per intrufolarsi nelle case altrui e rubare risorse. Anche qui bisogna fare molta attenzione perché qualcuno potrebbe ucciderci e perché il furto, così come l'omicidio, implica delle conseguenze a livello psicologico per il nostro personaggio.

Questo è This war of mine! Un gioco dalla struttura innovativa e con un gameplay semplice ma non banale. Un gioco a cui probabilmente tutti dovrebbero giocare, perché è sì un gioco, ma dentro di sé nasconde molto di più, e quel "di più" è la realtà.


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