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The painting that Delacroix built.


The house that Jack built (2018, 155') – Lars Von Trier.

Pochi giorni fa (subito dopo l'arrivo sul web del trailer di The house that Jack built – che si trova a fine articolo – e la sua presentazione alla 71ª edizione del Festival di Cannes), sulla pagina Facebook ufficiale di Lars Von Trier viene pubblicata una curiosa immagine di copertina; essa è un chiaro riferimento ad un'opera del pittore francese Eugène Delacroix: La barca di Dante
Si sa, Von Trier è una persona che ha dimostrato costantemente di avere una vasta cultura (in caso ciò non si sappia è consigliata una nuova visione delle sue opere; senza uscire dalla propria camera a metà film però), soprattutto in ambito storico-artistico e musicale (sul blog si è già parlato di Melancholia, a tal proposito). 

Autore: Eugène Delacroix (1798 - 1863)
Titolo: La barca di Dante (La barque de Dante)
Data: 1822
Dimensioni, tecnica e supporto: 189x241 cm; Olio su tela
Ubicazione: Museo del Louvre, Francia

«Flegiàs, Flegiàs, tu gridi a vòto», 
disse lo mio segnore «a questa volta: 
più non ci avrai che sol passando il loto».                  

Qual è colui che grande inganno ascolta 

che li sia fatto, e poi se ne rammarca, 
fecesi Flegiàs ne l’ira accolta.                                       

Lo duca mio discese ne la barca, 

e poi mi fece intrare appresso lui; 
e sol quand’io fui dentro parve carca.                         

Tosto che ’l duca e io nel legno fui, 

segando se ne va l’antica prora 
de l’acqua più che non suol con altrui.    

[...]


Allor distese al legno ambo le mani; 

per che ’l maestro accorto lo sospinse, 
dicendo: «Via costà con li altri cani!».  

La Divina Commedia - Inferno: C. VIII, v. 19-30; 40-42
Dramma, dramma, dramma. Seppur la composizione dell'opera richiami ancora la pittura neoclassica, con i due personaggi (Virgilio – in abiti marroni – in particolare) posti fermamente al centro a fare da perno al furente moto della scena, la potente espressività di uno stile prossimo al pieno Romanticismo è palpabile. 

Si pensa subito alla Zattera della Medusa (ed in effetti alcuni volti sono modellati sulla base dell'opera di Gericault) e alla sua struttura piramidale; si pensa anche ai possenti corpi michelangioleschi, in pose molto teatrali e che ben si prestano ad una chiara messa in scena di un virtuosismo di matrice classica; si pensa poi alle vibranti pennellate di Rubens e alle numerose velature e giustapposizioni di colori.


In bilico quindi tra la paura di Dante e la marmorea quiete di Virgilio, l'opera di Delacroix si pone come un momento di passaggio tra il neoclassicismo e il romanticismo; all'insegna della dicotomia egli sperimenta pittoricamente soluzioni – cromatiche e compositive – che riescono in qualche modo a convivere in una stessa opera: l'opposizione paura-quiete di Dante e Virgilio si associa all'opposizione abbandono-resistenza dei volti di uomini sfiancati dalla tempesta e di demoni decisi a capovolgere l'imbarcazione; ancora, il blu-nero delle acque si scontra con l'infuocato paesaggio, meta dei due viaggiatori.

Tutto ciò è rappresentato con un tratto che stenta ad abbandonare lo stile accademico (nei corpi e nei panneggi) ma che si lascia andare contemporaneamente ad un sentimento così forte da coprire lo sfondo con ruvide pennellate che vanno dal blu al verdognolo al nero al rosso.



Come detto all'inizio dell'articolo, Von Trier è un uomo di cultura, ed in quanto tale la scelta di realizzare una locandina di questo tipo non è da considerarsi come casuale o come un semplice omaggio ad un grande pittore del passato. Si può dedurre che il viaggio che Jack compirà nel film sarà analogo – completamente o in parte – al percorso di Dante, accompagnato da un suo "personale" Virgilio attraverso un inferno che, nelle mani di Von Trier, potrebbe essere veramente terrificante. 

Nell'attesa dell'uscita della nuova pellicola del regista danese, ecco il trailer ufficiale:

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