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He took his skin off for me: una semplice campagna kickstarter.


Casualmente mi sono imbattuto in questo cortometraggio di Ben Aston, tratto dall'omonimo testo letterario di Maria Hummer, del 2014, rimanendone particolarmente impressionato.

Partendo proprio da ciò che colpisce a primo impatto - la messa in scena e in particolare il trucco del protagonista - questo prodotto dimostra la sua validità già dai primi istanti di girato: difficilissimo infatti il compito dei truccatori, i quali sono riusciti a dare un "piacevole" senso di realismo a qualcosa che difficilmente sarebbe potuto essere quantomeno non ridicolo; il protagonista quindi non da mai la sensazione di essere calato in un contesto comico, sebbene il cortometraggio provochi diverse risate... amare purtroppo.

Se "He took his skin off for me" colpisce principalmente sul piano visivo, è anche vero che tali soluzioni sono interamente assoggettate al concetto del quale il prodotto vuole parlare, essendo perfettamente funzionali ad esso e, come detto sopra, non risultando mai troppo "fantascientifiche".
Sottolineo infine che a lavorare al prodotto è stato Colin Arthur, curatore dei make-up di film come "La storia infinita"(Die unendliche Geschichte)(1984) - Wolfgang Petersen e "2001: Odissea nello spazio"(2001: A Space Odyssey)(1968) - Stanley Kubrick; non l'ultimo arrivato, insomma.


L'amarezza è dovuta ad una storia che racconta un aspetto(che oserei definire "oscuro") di alcune coppie attraverso una messa in scena forte e cruda(il personaggio maschile, come si può facilmente intuire, sporca di sangue qualsiasi cosa tocchi: il cuscino, la sua fidanzata, il pavimento, i suoi vestiti, ovviamente) che porta all'estremo qualcosa con la quale una grandissima moltitudine di persone si trova ad avere a che fare nel proprio rapporto sentimentale.


La grande mole di lavoro dietro ad un prodotto di così breve durata e totalmente indipendente è estremamente importante per avere ben chiaro cosa si possa fare con poco e come si possa investire saggiamente il proprio denaro in opere di carattere artistico che non sono date dalla disponibilità economica bensì dalla cura e dall'impegno di un team che ha dimostrato di saper fare il proprio lavoro.

Concludo dicendo che il cortometraggio è stato finanziato attraverso una campagna Kickstarter. Questo fattore è da tenere fortemente in considerazione per avere una percezione di ciò che è stato il progetto nella sua interezza: un finanziamento collettivo che ha dato la possibilità a questo team di creare qualcosa di veramente interessante. Qualcosa su cui riflettere, specialmente per quanto riguarda l'importanza di questa metodologia di supporto degli artisti.

Lascio qua sotto il link al sito ufficiale del cortometraggio, nel quale sono presenti diversi approfondimenti per i più interessati:
http://hetookhisskinoffforme.com/

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