[RECENSIONE] "Transformers - L'ultimo cavaliere": FINALMENTE - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "Transformers - L'ultimo cavaliere": FINALMENTE



SCHEDA FILM

  • TITOLO: Transformers - L'ultimo cavaliere(Transformers - The Last Knight)
  • DATA DI USCITA: 2017
  • REGIA: Michael Bay
  • SCENEGGIATURA: Art Marcum, Matt Holloway, Ken Nolan
  • TRAMA: 
I Transformers sono stati dichiarati illegali e vengono braccati dalla TRF(Transformer Reaction Force). Con l'aiuto di Cade, i Transformers di Optimus Prime riescono a vivere come dei rifiugiati; dovranno tornare allo scoperto quando una nuova minaccia porterà il gruppo a difendere la Terra con l'ausilio dell'unica arma in grado di contrastare Quintessa, un'antica dea: il bastone di Merlino.

Sarebbe adatto, in ogni recensione che io ritengo di buona fattura, portare il lettore fino alla fine di essa senza sbilanciarsi già dalle prime righe sul parere personale che si ha della pellicola, al fine di non rendere nullo tutto il resto dell'articolo. È necessario creare una ragionata analisi, attraverso la quale giungere ad una conclusione nella parte finale: un sunto, se vogliamo. 

Transformers - L'ultimo cavaliere è un percorso che porta direttamente alle porte dell'inferno. E se l'inferno è fuoco eterno, questo ultimo capitolo della saga è un permesso di soggiorno scritto e firmato da Michael Bay lungo 2 ore e 30.


Il linguaggio è sì un organismo dinamico e mutevole, ma è di fatto un sistema: delle regole dunque sono state convenzionalmente – e non – stilate al fine di renderlo qualcosa di comune, ovvero comprensibile da un vasto gruppo di persone. L'italiano(allo stesso modo tutte le altre lingue) dunque si basa su delle regole che ogni parlante/scrivente deve rispettare per essere compreso almeno a livello basilare. Chi infrange queste regole semplicemente non viene capito. 

È anche vero però che infrangere le regole non è un crimine contro l'umanità: l'intento artistico per esempio è uno dei motivi per i quali esse possono essere sovvertite o manipolate. La volontà stessa di opporsi alle regole è qualcosa che può smuovere le coscienze comuni per far accettare un drastico cambiamento e renderlo a sua volta una nuova regola, per esempio.

Trasformers infrange le regole. Tutte.

Ci sono dei concetti essenziali della narrazione per immagini dai quali non si può prescindere se si vuole essere compresi: queste infrazioni possono essere interpretate nella filmografia di Lars Von Trier per esempio, dove più volte una regola basilare del cinema – la famosissima regola dei 180°(basta fare qualche ricerca sul web per capire facilmente di che si tratta) – viene meno, creando sensazione di straniamento e di confusione, apertamente voluta e dichiarata dall'artista che, in momenti nei quali la chiarezza è il suo principale obiettivo, si attiene com'è giusto che sia agli standard del linguaggio visivo, in modo tale da essere compreso da chiunque. Questa regola infatti non è convenzionale ma universale. Nessuno ha dichiarato che fosse fondamentale per rendere una sequenza comprensibile, è semplicemente un dato di fatto: uno spettatore non può capire in quale punto la macchina da presa si trovi se essa mostra in successione due spazi(di uno stesso macro-ambiente) che non hanno continuità visiva. Lo spazio cinematografico non è più grande dell'inquadratura mostrata, dunque tale drastico spostamento ha bisogno di punti di raccordo.

È sottinteso quindi il fondamentale ruolo che il montaggio ha in queste circostanze. Potremmo dire – si prendano queste parole per quello che sono – che più che la ripresa, è il montaggio a scavalcare il campo.

Non percepisco però – e questa è una mia personale impressione – in Michael Bay un'ignoranza verso questi concetti, piuttosto vedo in lui una presunzione così grande fargli credere di poter fare qualunque cosa con l'errata convinzione di star creando un linguaggio nuovo. Ogni singola inquadratura di Transformers - L'ultimo cavaliere, è unica(in accezione negativa): non ha nulla a che vedere con quella precedente e con quella successiva, eccetto in alcuni casi dei quali parlerò fra poco. Non c'è neanche l'ombra di un controcampo, di un ritorno ad un'inquadratura precedente: ogni soggetto è filmato da 10 angolazioni diverse montate in frames dalla durata di massimo 1-2 secondi.

Non è possibile riuscire a comprendere un movimento se tale è spezzettato in 5-6 diverse riprese in rapida successione. 


Faccio un esempio banale che spero possa rendere l'idea: l'azione è la seguente: 

  • Soggetto A prende un pezzo di ferro appuntito> lo solleva> carica il colpo> il soggetto A infilza il soggetto B.

Abbiamo due soli tagli in questa sequenza: 

  • Soggetto A prende un pezzo di ferro appuntito> lo solleva>TAGLIO> carica il colpo>TAGLIO> il soggetto A infilza il soggetto B. 


Michael Bay gira la stessa identica scena in questo modo: 

  • Soggetto A TAGLIO prende un pezzo di ferro appuntito>TAGLIO lo solleva>TAGLIO carica TAGLIO il colpo> il soggetto A TAGLIO infilza il soggetto TAGLIO B.
Tutto ciò scavalcando il campo 3 volte. 



Non è assolutamente accettabile portare in scena un film così tanto lungo che ripete questa sequenza ogni qual volta ci sia un piccolo accenno di accelerazione narrativa/visiva. Il linguaggio che ne viene fuori è semplicemente incomprensibile, rendendo la pellicola estremamente frustrante da guardare. La fotografia appiattisce qualunque cosa accendendo allo stesso modo i colori su tutti i piani prospettici dell'inquadratura: è come guardare un album di fotografie sfogliate troppo velocemente. 

A differenza degli altri film della saga abbiamo qui però una trama che osa maggiormente, ponendo delle basi anche interessanti per un film che prevede la presenza di alieni-macchine. Si va da Re Artù ad Hitler, per poi inserire nel contesto le grandi personalità della nostra storia: da Leonardo ad Einstein a Mozart. Peccato che anche qui non vi sia il minimo impegno per una scrittura quantomeno liscia. 
Delle 2 ore 30 infatti solo una mezz'ora circa porta avanti la trama, lasciando il resto a delle sequenze incredibilmente inutili(non mi riferisco all'azione), nelle quali si parla tantissimo senza però dire nulla: incredibile, davvero.

Non trovo sensato dover elencare singolarmente i momenti che non mi sono piaciuti in questo film, potrebbe venir fuori un articolo troppo lungo per essere godibile. 
Concludo semplicemente dicendo: FINALMENTE. Finalmente è finita. Finalmente non dovremo sorbirci un altro capitolo di questo tipo, perché peggio di così non so se si possa fare.

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