[RECENSIONE] "Kong: Skull island": un palazzo senza fondamenta. - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "Kong: Skull island": un palazzo senza fondamenta.


SCHEDA FILM

  • TITOLO: Kong: Skull island
  • DATA DI USCITA: 2017
  • REGIA: Jordan Vogt-Roberts
  • SCENEGGIATURA: Max Borenstein, Derek Connolly, John Gatins, Dan Gilroy
  • TRAMA: 
Bill Randa, facente parte dell'organizzazione governativa segreta MONARCH, riesce ad ottenere il consenso per andare su una misteriosa isola chiamata "Isola del teschio" per degli studi geologici. In realtà MONARCH ha interesse in qualcos'altro.

Il nuovo universo cinematografico espanso mette in gioco la sua seconda pedina – subito dopo Godzilla(2014) – con il nuovo film sullo scimmione che tutti(o quasi) hanno imparato a conoscere con la versione del 2005 di Peter Jackson.

Un film di origini dunque, che vede un Kong ancora non completamente adulto, che spicca certo per maestosità e potenza distruttiva, ma non appare ancora come una vera e propria divinità(nelle condizioni in cui è presentato infatti si stenta a credere che possa tener testa, come dovrà accadere in un successivo film, al Godzilla messo in scena da Gareth Edwards, gigantesco e virtualmente invincibile, sebbene la pellicola sia ambientata quarant'anni prima di quella con il mostro giapponese); a bilanciare questo aspetto sono le varie creature che abitano l'Isola del teschio, dal design curato(e con una buona resa visiva) che fanno percepire realmente la dimensione incredibile del luogo in cui i protagonisti si trovano ad agire e nel quale tali mostri hanno imparato a vivere(particolarmente d'impatto la scena nella foresta di bambù).

Sono infatti proprio le scene dedicate a Kong e agli esseri dell'Isola del teschio – ovviamente – ad essere le migliori e le più accattivanti, girate con mestiere, senza alcuna particolare lode e con un fatidioso montaggio che ogni tanto, con un po' troppa presunzione, si prende alcune libertà che smorzano la continuità dell'azione: poco interessa allo spettatore vedere il primo piano di un proiettile cadere a ralenti da un elicottero durante lo scontro tra i soldati e Kong.


E poi? Cosa rimane? Assolutamente niente. Non c'è altro in questo film. Non c'è un briciolo di cura nella sceneggiatura in ogni suo àmbito. Beninteso, nessuno sarebbe andato in sala aspettandosi di vedere un grandissimo film d'autore, in quanto non è ciò per cui Kong: Skull island è stato prodotto e pensato, sta di fatto che tali aspetti sono essenziali per la buona riuscita di un qualsiasi prodotto cinamografico. Non è accettabile trovarsi davanti a 120 minuti di girato senza che ci sia un movente alle azioni o delle giustificazioni logiche per alcuni eventi, con personaggi che si muovono su questo palco per i quali sono state scritte linee di dialogo incredibilmente anonime e che non sono per nulla funzionali alla storia. Unico personaggio che realmente spicca è quello di John C. Reilly, che ha un background, uno sviluppo presente e addirittura una conclusione. Ciò non basta però a reggere 2 ore di pellicola nella quale tutto accade perché deve accadere e nella quale tanti piccoli pedoni si spostano e agiscono secondo degli stilemi che, già banali a priori, risultano ancor più sminuiti dalla leggerezza con cui vengono proposti.

Non basta una fotografia particolare e una regia a tratti ispirata per tener su un palazzo che non ha delle fondamenta: attori come Tom Hiddlestone e Brie Larson non sono assolutamente sfruttati e non riescono ad incidere nemmeno sulla storia, essendo i due personaggi che in teoria avrebbero dovuto sostenere l'aspetto ecologista e anti-razzista del film ma i quali vengono sopraffatti completamente dai soliti stereotipi americani che tutti conosciamo.


Non gradisco più inoltre la totale anonimità delle colonne sonore decontestualizzate che vengono scelte per moltissimi film che fanno capo esclusivamente agli anni nei quali la vicenda è ambientata(o semplicemente si sceglie un decennio musicale dal quale trarre i brani). Non si ha più neanche l'interesse nel comporre qualcosa di nuovo ma si lascia questo fastidioso contentino fatto di canzoni anni '70 che i conoscitori apprezzano ma che passa assolutamente inosservato alle orecchie di tutti gli altri che non sono certo stimolati nell'approfondire in quanto questo aspetto sonoro del film non ha alcun legame con esso: non enfatizza, non alza i toni e non li abbassa, non crea suspence. Niente di niente

In conclusione, questo Kong: Skull island non è sufficiente per potersi definire un prodotto di buona qualità, ma tutti sappiamo che oramai, in questi casi, è più importante il disegno totale di questi universi espansi sempre in crescita che la buona riuscita di un film a sé stante. Peccato.

6 commenti:

  1. Io invece lo salvo. E' Talmente trash, che mi ha divertito.

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    1. Il problema è che non penso volesse essere trash HAHAHAHAHA se l'avessero palesemente dichiarato sarebbe stata un'altra storia

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  2. Bho palazzo senza fondamenta che vuol dire? il film non mi ha annoiato un minuto avventura fantasy ha incassato tantissimo uno dei film piu visti nelle sale e tu mi dici un palazzo senza fondamenta mha mi sa che non hai capito nulla l hanno anche dichiarato un film per intratenimento puro

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    1. Ho scritto perché l'ho definito "senza fondamenta": mi riferivo al fatto che un film buono tecnicamente ma inesistente sul piano della scrittura non sta in piedi. Sono d'accordo con te sul fatto che sia un film di puro intrattenimento, non lo mette in dubbio nessuno, però il cinema non è fatto di sole immagini. Una storia dev'essere raccontata, dei personaggi devono muoversi nella scena, e questi aspetti devono essere curati tanto quanto gli effetti speciali, per fare un esempio.

      Riguardo il fatto che non ti abbia annoiato non mi permetto di dire nulla, perché il fattore "noia" è soggettivo, quindi qualcosa può annoiare te ma non me.

      Riguardo invece il fatto che il film abbia incassato molto e che sia stato uno dei più visti nelle sale non mi riguarda: anche la saga di Transformers ha incassato miliardi, eppure per me sono uno più orrendo dell'altro.

      Ad ogni modo non penso sia necessario scrivere "mi sa che non hai capito nulla": semplicemente la mia opinione è diversa dalla tua, ed io sono disposto a discuterne senza problemi, però con delle argomentazioni dietro, non sentendomi dire semplicemente "non hai capito nulla".

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  3. Per raccontare la storia il film sarebbe durato troppo non si potevano approfondire i personaggi come dici tu, i dialoghi banali credo sia stato fatto appositamente, la fotografia fa da padrone insieme alla computer grafica, incalzare della esplorazione con scene action a reso il film scorrevole, probabilmente il film sarebbe dovuto durare 2 ore e 30 ma sarebbe stato troppo lungo.

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    1. Nessuno mette in dubbio che i personaggi possano essere delineati fino ad un certo punto quando si ha a disposizione "poco tempo". Il punto è che non è accettabile introdurre delle storyline, dei personaggi che "hanno un passato" o degli incentivi ad agire in un certo modo se ciò non viene tenuto in considerazione.

      Ribadisco inoltre che il concetto di "scorrevole" è relativo: tu puoi annoiarti ed io no, per esempio. Si deve parlare quindi di tempi dell'azione. Kong ha una buona gestione dei tempi, alternando scene dialogate con scene d'azione. Il problema è che le scene dialogate sono totalmente inutili. È un po' come se il regista avesse detto "dai vi faccio ascoltare una decina di minuti di dialoghi per poi farvi vedere i mostri".

      La fotografia e la computer grafica la fanno da padrone, sono il "palazzo" del film, quello che appare, quello che crea un impatto fortissimo. Però se io sono costretto a guardare 2 ore di film per assistere ad 1 ora di azione e 1 ora di nulla non ci sto. Non ci sono le "fondamenta" per sorreggere quell'impianto visivo. A questo punto guardo Mad Max: tutta azione, sceneggiatura inesistente, ma almeno sono 2 ore di morte e distruzione senza che ci sia nessuna pretesa da parte della sceneggiatura hahaha
      (ecco, credo che il paragone con Mad Max sia perfetto: quel film ha un'ottima gestione dei tempi e il regista sa davvero come si gestisce un action ignorante)

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