[RECENSIONE] "Godzilla": la noia profonda prima del balzo. - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "Godzilla": la noia profonda prima del balzo.


SCHEDA FILM

  • TITOLO: Godzilla
  • DATA DI USCITA: 2014
  • REGIA: Gareth Edwards
  • SCENEGGIATURA: Max Borenstein
  • TRAMA: 
Nel 1999 vengono scoperte nelle Filippine delle crisalidi di creature non identificate, una delle quali schiusa. L'associazione MONARCH tiene sotto controllo quella rimanente scoprendo che si tratta di esseri i quali si nutrono di radiazioni. La seconda crisalide, schiudendosi, provoca il risveglio di Godzilla.

Godzilla si pone come il primo tassello del MonsterVerse, universo espanso di casa Warner Bros. Una bella responsabilità dunque per Gareth Edwards, il cui compito è stato, insieme al suo team, di portare sullo schermo uno dei mostri più conosciuti e più trasposti di sempre. 

Conscio delle nuove possibilità tecnologiche e di una consapevolezza maggiore della materia, il regista imposta il film con una certa chiarezza di intenti, procedendo con una storia rigorosamente sezionata e un ritmo ragionato e cosciente.
Fondamentale infatti è il ritmo della pellicola, che dà subito l'idea di essere controllato, come un petardo acceso che prima di esplodere sembra essersi spento. Tutto si svolge in sottrazione, come una gigantesca overture per l'arrivo di Godzilla, una vera e propria divinità sopita che si risveglia per riportare il giusto equilibrio sul pianeta.

La regia di Edwards non sbaglia mai, regala addirittura qualche momento di particolare pregio, e si muove lenta con inquadrature ampie, come a voler sottolineare costantemente la grandezza della storia raccontata e la piccolezza degli uomini rispetto ad essa. Se in Kong: Skull island(del quale abbiamo già parlato sul blog) il regista racconta di un gruppo di uomini su una terra sconosciuta alle prese con un mondo da scoprire, esaltando dunque l'inadeguatezza di quest'ultimi che disperatamente cercano di contrapporsi a ciò che vive intorno a loro, questo Godzilla ha come protagonista il mostro ancestrale, al quale gli uomini devono adattarsi con la consapevolezza di non poter fare assolutamente nulla. 

L'arroganza dell'uomo è considerare la natura sotto il suo controllo e non l'esatto contrario.


L'overture però è un brano introduttivo, dunque non protagonista dell'opera. Proprio secondo questa premessa appare chiaro quale sia il grande difetto di Godzilla: la lentezza perde – da un certo punto in poi – di funzionalità per lasciar spazio alla noia. Se da un lato è interessante la scelta di tenere il ritmo sottotono per quasi tutta la durata del film, creando tensione e attesa per l'arrivo del mostro, dall'altro vi è una pessima scrittura nella sceneggiatura della prima ora e mezza di film: semplicemente la storia secondaria non è interessante

Evitare di buttare tutto quanto nel caos più totale e procedere con un passo controllato è un'ottima idea solo nel caso in cui il contorno susciti un minimo di interesse. L'esplosione finale nella vicenda deve essere giustificata o quantomeno introdotta con metodo, mentre in questo caso si ha semplicemente l'idea che non si voglia mostrare l'azione

Le vicende che ruotano attorno alla vita del tenente Ford Brody(interpretato da Aaron Taylor-Johnson) non hano nulla di particolare e non sono abbastanza potenti narrativamente da sostenere un'impalcatura che si pone l'obiettivo di sostenere l'immensa figura di Godzilla, che dal suo arrivo fino alla fine del film mangia completamente qualsiasi altra cosa faccia parte della pellicola. 


La fotografia scurissima e la regia magniloquente operano in maniera grandiosa attorno a questo essere che per quasi tutto il tempo a mala pena si vede, pur distruggendo palazzi e combattendo giganteschi mostri con spazzate di coda, pestoni, morsi... e altro, riducendo al minimo la velocità di montaggio per rallentare il complessivo andamento dell'azione, regalando momenti di puro piacere visivo e artistico.
Allo spettatore dunque non interessa veramente nulla di ciò che sta intorno al mostro, non ha curiosità nel sapere gli sviluppi dei personaggi, delle storie secondarie, tutto ciò che importa è continuare a guardare l'epico scontro sperando non finisca mai.

La delusione principale quindi è data dal fatto che l'idea del regista, seppur chiara, non è stata sfruttata in maniera ottimale, facendo percepire quindi chiaramente l'intento di voler operare in un certo modo sotto l'aspetto narrativo, ma non convincendo nella sua effettiva messa in atto. Gestire un monster-movie secondo questa impostazione è estremamente complicato in quanto è necessario sapersi muovere sulla sottile e fragile linea che si trova tra il fomento e la noia(in questo Peter Jackson, con il suo King Kong, è stato un maestro).  

Godzilla è un film che a stento si trascina fino agli ultimi minuti, raggiunti i quali tutto cambia e lo spettatore sente una boccata d'aria fresca dopo una lunga ed interminabile scalata su una montagna la cui flora e fauna sono assolutamente assenti – ci si rifà col panorama per lo meno. Un percorso che probabilmente alla fine ripaga con uno dei mostri più belli mai realizzati in tutta la storia del cinema e che prende prepotentemente la scena per immolarsi quale divinità irraggiungibile ed eterna. Dipende tutto dalla volontà di chi guarda, se arrivare fino alla fine oppure no.

2 commenti:

  1. Pensa che io l'ho dimenticato... Davvero non mi ricordo nulla del film :S

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    1. Non mi stupisce. Prima degli ultimi 20 minuti non succede letteralmente N U L L A hahahaha

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