[RECENSIONE] "Burke & Hare": se i morti finiscono bisogna... "farli". - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "Burke & Hare": se i morti finiscono bisogna... "farli".


 SCHEDA FILM

  • TITOLO: Ladri di cadaveri - Burke & Hare(Burke Hare)
  • DATA DI USCITA: 2010
  • REGIA: John Landis
  • SCENEGGIATURA: Piers Ashworth, Nick Moorcroft
  • TRAMA: 
Rivisitazione in chiave black humor delle vicende di Burke e Hare, due venditori imbroglioni che avviano in maniera totalmente casuale un affare con il dottor Knox, professore d'anatomia, venendo pagati per fornire dei cadaveri da utilizzare nelle sue lezioni e per i suoi studi. Quando i cadaveri "finiranno", i due inizieranno a "procurarsi" il "materiale" in altri modi.

Questo film è tratto da una storia vera (tranne che per le parti che non lo sono).

Inizio questa recensione citando la frase su schermo nero che appare nei primi secondi di Burke & Hare e che è fondamentale per leggere adeguatamente un film che si pone a priori come una parodia di eventi terribili, i quali diventano però delle gag comiche nella pellicola di Landis.

Poco davvero mi è possibile dire riguardo questo film, in quanto tentare di spiegare perché qualcosa fa ridere(o non fa ridere) è praticamente impossibile, essendo tale sentimento(quello che suscita la risata) estremamente differente da spettatore a spettatore. Mi limiterò ad analizzare quale tipo di quale tipo di comicità si sta parlando e, soprattutto, come questa è messa in scena.


Girare una commedia è, a mio avviso, tra le cose più difficili in ambito cinematografico – a meno che non si parli di film che hanno dei protagonisti come Totò, nei quali la macchina da presa non ha reale funzione comica ma la scena è lasciata completamente nella mani del comico – poiché solo un'ottima mano può sapientemente dirigere degli attori che generalmente non sono comici di professione e che devono avere un forte supporto da tutti i mezzi che il cinema mette a disposizione: il sonoro, il montaggio, la fotografia. 

John Landis mantiene inquadrature fisse con dei leggeri movimenti laterali, prediligendo la funzionalità dell'inquadratura piuttosto che del movimento, concentrando quasi tutto sul montaggio, vero protagonista di tutte le scene comiche, sfruttato nel pieno delle sue potenzialità attraverso diverse tecniche, sempre oculate e gestite ottimamente nel corso del film, in quanto essenziale è la scelta dei tempi comici e dell'impostazione narrativa per un buon risultato comico. Non si ha mai l'idea infatti che il ritmo rallenti o che ci siano dei tempi morti. E questo è – per ovvie ragioni – segno di grande abilità tecnica da parte del regista, il quale non dimentica mai quello che è il lato artistico della sua opera, non mancante assolutamente di una indiscutibile qualità visiva la quale diventa elemento a favore di una pellicola che si trova perfettamente in equilibro tra forma e sostanza.


L'umorismo presente in Burke & Hare è semplicemente definibile: intelligente. Spesso le gags sono frutto di riferimenti letterari o storici, ed il black humor è sempre colto e mai fine a se stesso risultando un becero insulto a qualcosa convenzionalmente inteso come morale.
A questo si aggiunge una componente non trattenuta di splatter o comunque di corpi maciullati pieni di sangue. Beninteso, non si sta parlando di un prodotto zeppo di sangue e interiora, semplicemente ciò serve a sottolineare quanto John Landis dimostri di non avere nessun particolare vincolo che possa in qualche modo inficiare la riuscita del suo film sotto tutti i punti di vista.

Concludo ribadendo che poco ho da dire riguardo una pellicola che va principalmente scoperta e goduta nella sua semplicità e qualità, dove la parola "semplicità" non è da intendere come aggettivo denotante un prodotto banale, bensì qualcosa che fa leva su delle meccaniche alla base apparentemente sciocche le quali vengono elevate da una grossa maestria registica e di sceneggiatura che è il vero fondamento di questo Burke & Hare. Assolutamente da non perdere.


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