[PARLIAMO DI CINEMA] "Intrigo internazionale": dieci minuti di tensione. - La tomba per le lucciole

[PARLIAMO DI CINEMA] "Intrigo internazionale": dieci minuti di tensione.


E' doveroso dare spazio qui sul blog ad una scena che ha fatto la storia del cinema e che è uno di quei frammenti che compongono il grande puzzle raffigurante la grandezza di Alfred Hitchcock.

In "Intrigo internazionale"(North by Northwest)(1959) Hitchcock stravolge il concetto di suspense in ambito cinematografico - e non - elaborando una scena che distrugge tutti gli stilemi tipici di questo costrutto narrativo per reinventare qualcosa che ha sempre dato i suoi frutti in preimpostate circostanze - principalmente ambientali.

Ho voluto reagire contro un vecchio cliché: quello che un incontro minaccioso, mortale, debba svolgersi di notte, al buio, all'angolo di una strada bagnata di pioggia... Mi sono detto: qual è il contrario esatto di una situazione del genere? Una pianura deserta, in pieno sole, senza musica, personaggi od oggetti minacciosi.

Partendo da questo estratto dal "lungo discorso" tra il Maestro del brivido e François Truffaut in "Il cinema secondo Hitchcock", analizziamo brevemente la scena in questione.

Essa è girata di giorno: qui la prima grande innovazione di Hitchcock. Il regista vuole mettersi in gioco creando tensione in un ambiente che non corrisponde a quello che comunemente viene sfruttato per sequenze di questo tipo. Non abbiamo quindi una scena girata di notte, con pioggia/nebbia/assenza di luci. Nulla di tutto ciò. 
A questo si aggiunge la quasi totale assenza di oggetti scenici di qualsiasi tipo, quali lampioni, palazzi, finestre, e chi più ne ha più ne metta. La scena è girata in un luogo desertico. Gli unici personaggi sono Roger(Cary Grant) e la strada. 
Hitchcock elimina anche il suono: non vi sono gatti neri che miagolano, porte che scricchiolano, tuoni, rumorini oscuri. Tutto è silenzioso, immobile. 
Questi sono gli ingredienti principali che il regista mette in gioco per creare una scena carica di suspense che distrugge tutti i topoi del genere.


Unico personaggio esterno che si inserisce nella scena è un uomo comune che non ha niente a che vedere con la scena e che si trova lì per caso. Elemento che sembrerebbe casuale ma che spezza temporaneamente la tensione e la alimenta subito dopo - paradossalmente. I pochi minuti di dialogo presenti in questa scena sembrano essere sollevanti, ma la loro naturalezza e iscrizione in un contesto così strano non fanno altro che creare ancor di più un sentimento di tensione nello spettatore, che si sente minacciato da qualunque cosa attraversi lo schermo cinematografico.

Con ben 132 inquadrature, Hitchcock dimostra come la suspense si possa creare con mezzi cinematografici che differiscono dai soliti rumori di fondo e scenografie lugubri, utilizzando quindi il montaggio come sostituto di tutte le componenti classiche delle scene di questo tipo. Con un sistema di campo-controcampo tra Cary Grant e il nulla, il cineasta crea un dialogo tra due entità, una delle quali di fatto non esiste e che genera quindi una costante ricerca da parte dello spettatore di un secondo "interlocutore" nella scena. 

Hithcock quindi mette davanti al pubblico qualcosa di estremamente non convenzionale, innovativo, che fa della sua estrema pacatezza un elemento di incredibile potenza. Una scena che è entrata nella storia del cinema e che dovrebbe servire da monito per qualsiasi regista che voglia approcciarsi con il genere del quale "il Maestro del brivido" era capostipite indiscusso

Nessun commento

Powered by Blogger.