[RECENSIONE] "Elle": grazie per i tuoi soldi. - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE] "Elle": grazie per i tuoi soldi.


SCHEDA FILM

  • TITOLO: Elle
  • DATA DI USCITA: 2016
  • REGIA: Paul Verhoeven
  • SCENEGGIATURA: David Birke
  • TRAMA: 
Michèle è una donna cinica, antipatica e rigida agli occhi di chi la circonda, che, dopo essere stata stuprata e non aver denunciato l'accaduto alla polizia, inizia la sua personale ricerca del colpevole, mettendo allo stesso tempo a dura prova i rapporti con i suoi cari.

Voglio iniziare l'articolo elencando tutti i premi e le candidature che questo film ha ricevuto in varie competizioni/mostre, che mi saranno utili per una breve 'overture' alla recensione:

2017 - Premio Oscar
Candidatura alla Miglior attrice protagonista a Isabelle Huppert 
2017 - Golden Globe
Miglior film straniero (Francia)
Miglior attrice in un film drammatico a Isabelle Huppert
2016 - European Film Award
Candidatura al Miglior film
Candidatura al Miglior regista a Paul Verhoeven
Candidatura alla Miglior attrice a Isabelle Huppert
2017 - Premio César
Miglior film
Migliore attrice protagonista a Isabelle Huppert
Candidatura alla Migliore regia a Paul Verhoeven
Candidatura al Miglior attore non protagonista a Laurent Lafitte 
Candidatura alla Miglior attrice non protagonista a Anne Consigny 
Candidatura alla Miglior promessa maschile a Jonas Bloquet
Candidatura alla Migliore adattamento a David Birke
Candidatura alla Migliore fotografia a Stéphane Fontaine
Candidatura alla Migliore colonna sonora a Anne Dudley 
Candidatura al Miglior montaggio a Job ter Burg
Candidatura al Miglior sonoro a Jean-Paul Mugel, Alexis Place, Cyril Holtz e Damien Lazzerini
2017 - Premio Magritte
Candidatura alla Miglior attrice non protagonista a Virginie Efira 
2016 - Festival di Cannes 
Candidatura alla Palma d'oro 
2016 - New York Film Critics Circle Awards 
Miglior attrice protagonista a Isabelle Huppert 
2016 - National Board of Review Awards 
Migliori cinque film stranieri 
2016 - Critics' Choice Movie Awards 
Miglior film straniero 
Candidatura alla Miglior attrice a Isabelle Huppert 
2017 - Satellite Award 
Miglior attrice a Isabelle Huppert 
Candidatura al Miglior film straniero 
2016 - Gotham Independent Film Awards
Migliore attrice a Isabelle Huppert

Indubbiamente delle candidature e delle vittorie in competizioni 'prestigiose' non sono di certo conferme della qualità di un film, sta di fatto che sono dei dati testimonianti di un verosimile accordo di diverse persone e personalità riguardo il prodotto.
Sostanzialmente, basarsi su dati come questi può essere utile – come è utile leggere delle recensioni o guardare dei trailers – per aiutare lo spettatore a scegliere se avvicinarsi alla pellicola oppure no.

E proprio guardando un trailer e ottenendo alcune informazioni di base, quali appunto i vari premi e candidature del film, che, con Matteo, decidemmo di andare al cinema abbastanza fiduciosi di trovarci di fronte a qualcosa che quantomeno non ci avrebbe annoiato.

Urge sottolineare che non ho letto il libro del quale il qui presente film è l'adattamento, pertanto il contenuto di questa recensione sarà relativo solo ed esclusivamente all'opera cinematografica, indipendentemente dal suo rapporto con il prodotto letterario.


Paul Verhoeven gira questo film senza nessun guizzo di regia che aiuta il film a non sbilanciarsi pretenziosamente verso una narrazione visiva fuori contesto o eccessivamente caricata. Attraverso l'uso della camera a mano paradossalmente molto fissa il regista si posiziona in un limbo registico che non pende da nessuna delle due sponde(camera a mano e camera fissa) e non conferisce nessuna funzione narrativo-espressiva alla tecnica utilizzata: elemento tranquillamente opinabile seppur indiscutibilmente ambiguo in quanto l'assenza di un racconto in soggettiva e l'impostazione narrativa da "terza persona" che tenta allo stesso tempo di far entrare disperatamente in contatto con la protagonista principale impedisce di dare valore alla camera a mano e allo stesso tempo alla camera fissa.

Allo stesso modo il direttore della fotografia attua delle scelte che propendono per una pedissequa rappresentazione della realtà, con lievissime correzioni e un paio di scene dai colori molto peculiari, che ad ogni modo non conferiscono veramente nulla al film se non la sensazione di star guardando qualcosa che, per quanto riguarda il lato tecnico, non ha davvero nulla da dire sebbene non dia motivo di muovere verso di esso alcuna critica.

Nulla da dire ha anche il sonoro e la colonna sonora, che vivono nell'anonimato più totale, senza un vero motivo ricorrente o chissà quale prodezza musicale. Il film è per quasi tutta la sua durata privo di colonna sonora ad accompagnare le scene se non in qualche sequenza, nelle quali ciò che si sente è fondamentalmente la tipica 'musichetta' da thriller.

Non mi sento dunque di scagliarmi ferocemente verso l'aspetto tecnico del film, che seppur non brillando, tiene la scena e si dimostra essere gestito non dall'ultimo arrivato. Fermo restando che davvero, non c'è niente degno di nota in esso.

Trovo invece diversi punti da attaccare e contro cui scagliarmi con particolare veemenza, indignato dopo la visione di un film che in linea molto generale sarebbe dovuto essere quantomeno decente. 

Questa pellicola è la fiera dell'inutilità. Tutta la storia si snoda attraverso numerosi elementi(per esempio il fatto che la protagonista sia a capo di un'azienda di videogames) e delle storyline(tutte quelle secondarie, per esempio) che non hanno davvero motivo di esistere per quanto sono paraculo e superficiali, quali per esempio un'ostentato product placement che a quanto pare è l'unico motivo per il quale è stato scelto di dare a Michèle un ruolo nell'ambito videoludico, con annesse inquadrature su poster di diversi videogiochi("The last of us", per citarne uno), riprese di intere sequenze di gioco di prodotti Activision(ovviamente su Playstation 4) eccetera, eccetera, eccetera. 

Non meno importante nel modo più assoluto è la più totale superficialità nel trattare i personaggi secondari e le loro storie, parallele a quella di Michèle durante il film, che non hanno nessuna influenza sulla linea narrativa principale.

Sottolineo questo rigo in particolare per enfatizzare questo concetto che ritengo essenziale per poter leggere nella giusta chiave le mie aspre critiche riguardo la caratterizzazione dei personaggi, che, essendo volutamente prive di spoilers, potrebbero sembrare campate per aria.

È veramente inconcepibile la presenza di parecchie storie secondarie che non modificano o comunque danno un implemento a quella principale, presentandoci dei personaggi vuoti, i quali compiono atti verosimili e grotteschi, comici e tipicamente 'thriller', divertenti e tristi, tutto "rigorosamente" fuori contesto. Non c'è per niente interesse verso ciò che accade agli altri personaggi in quanto ogni situazione estranea a quella della protagonista principale è una comunissima azione di un comunissimo essere umano nella sua comunissima vita. Dunque se la nascita di un bimbo di carnagione scura, al contrario del pallore di suo padre, figlio di Michèle, e di sua madre, provoca inizialmente qualche sorrisino relativo ai "passatempi" di lei, il prosieguo di tale storia diventa subito dopo una delle cose più fastidiose delle interminabili 2 ore di pellicola, per il semplice fatto che la vicenda non ha alcun impatto sulla storia principale. Niente di niente. 

Volutamente includo le mie considerazioni sul montaggio in questa seconda parte, comunemente dedicata alla sostanza del prodotto, in quanto ciò a cui voglio riferirmi è strettamente legato alle storylines di cui sopra parlavo.
La durata media delle scene di questo film è di pochissimi minuti, mai abbastanza a far abituare lo spettatore a contestualizzare ciò che sta guardando, intontito da un montaggio che schizza da una linea spaziale all'altra seguendo un filo logico che però non basta a rendere il tutto godibile. Beninteso, le associazioni nel montaggio non sono casuali, ma semplicemente inutilmente veloci, a peggiorare la situazione di storie secondarie che, inutili alla base, non sono per niente chiare o sviluppate in alcun modo. 

In conclusione, limitato troppo dal non poter svelare dettagliatamente elementi del film, esemplifico tutte le mie precedenti argomentazioni in: "Il 90% del film non ha motivo di esistere". Semplicemente ciò. Quasi tutto ciò che accade non conferisce niente di niente ad un film che, depauperato dalla grandissima mole di elementi superflui, sarebbe durato non più di 20 minuti, sui quali mi soffermerò ora per giustificare il mio grande sdegno.


Ciò che mi ha più turbato dopo la visione è stato il fatto di aver afferrato gli elementi impliciti della storia che mi è stata raccontata – o che mi è stata cercata di raccontare – che sono alla base molto interessanti. Ciò che muove le azioni della protagonista è un passato estremamente particolare, che l'ha cambiata nel profondo e che è stato il motore principale del suo sviluppo verso un certo tipo di personalità. Molte azioni di lei non possono essere comprese fino a metà del film, quando una verità sul suo passato darà risposte a molte domande che il film pone fino a quel determinato punto. Da lì in poi la chiave con la quale aprire le porte della storia sarà data allo spettatore per interpretare le mosse prima incomprensibili di Michèle. Il gioco che si instaura tra lei e lo stupratore è qualcosa di realmente interessante sotto il punto di vista narrativo, dando inoltre diversi spunti su una tematica molto importante – che ovviamente non svelerò – e da non sottovalutare.

Il mio sdegno dunque viene proprio dall'aver percepito alcune cose che ho dovuto forzatamente ricercare in ciò che mi veniva mostrato, avanzando teorie basate sul nulla per poter giustificare delle ipotesi riguardanti tutto ciò che concerne il prodotto. La narrazione veramente pessima di questo film non è aiutata da un comparto tecnico di particolare pregio e da una durata che perlomeno avrebbe potuto aiutare lo spettatore a non sentirsi così stupido nel guardar qualcosa che palesemente sussurra incessantemente all'orecchio: "Grazie per i tuoi soldi."

2 commenti:

  1. Visione che mi manca e, cavolo... Dopo questa vostra recensione non saprei se recuperare al cinema o con altri mezzi diciamo. In molti mi hanno avvertito che questo film vale più per la sua protagonista che per la sua storia. Insomma, qualche dubbio già c'era. Felice, quindi, di leggere impressioni chiare come queste :)

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    1. L'interpretazione della protagonista purtroppo non tiene in piedi un prodotto che per quanto mi sforzi di provare a "comprendere" non mi ha dato veramente nulla se non tanto dispiacere. Ovviamente anche il trailer è fuorviante.

      Ti ringrazio ad ogni modo, se hai qualche altro dubbio sul film non esitare a chiedere :)

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