[RECENSIONE]: "Black Christmas": tra Mario Bava e John Carpenter - La tomba per le lucciole

[RECENSIONE]: "Black Christmas": tra Mario Bava e John Carpenter

Chi, come me, ha guardato I tre volti della paura del maestro Mario Bava, non può essere rimasto indifferente alla visione di questo film. Chi ancora non ha visto il film qua sopra citato corra a farlo, amanti o non del cinema horror-thriller. Mario Bava è stato il maestro di grandissimi cineasti moderni, dal quale hanno assorbito lo stile scenografico-fotografico. E lo è stato anche per Bob Clark, regista di questo Black Christmas che è un capolavoro non solo per la sua fattura, ma per il suo importantissimo ruolo di promotore di uno dei sottogeneri più conosciuti dell'horror: lo slasher-thriller-horror. 


SCHEDA FILM
  • TITOLO: Black Christmas (Un Natale rosso sangue) (Black Christmas)
  • DATA DI USCITA: 1974
  • REGIA: Bob Clark
  • SCENEGGIATURA: Roy Moore
  • TRAMA:

Il Natale si avvicina e per le ragazze di un college americano è tempo di tornare a casa per trascorrere alcuni giorni in famiglia. Solamente poche sono rimaste nel college, insieme all'amata direttrice, e cominciano a ricevere delle strane telefonate che diventano via via sempre più frequenti ed inquietanti. Solo uno scherzo telefonico di cattivo gusto? Quando capiranno a loro spese che c'è veramente un maniaco nella zona che uccide apparentemente senza motivo sarà troppo tardi.
La base del film è palesemente ispirata al primo episodio del famoso film di Bava, con un misterioso assassino che tortura le proprie vittime psicologicamente attraverso il telefono, per poi brutalmente ucciderle. La differenza sta nel vertere su un'atmosfera horror, la cui paura è volontariamente costruita attraverso movimenti di macchina, montaggio e fotografia. Non siamo di fronte ad un comune assassino che tormenta la vittima telefonicamente, siamo di fronte ad un vero e proprio mostro senza volto. 

L'importanza del film è da ricercare nel ruolo che ha avuto nella produzione di saghe slasher famosissime, quali Scream, Halloween, oppure titoli singoli come Profondo Rosso.
Guardare questa pellicola apre le porte alla comprensione delle strutture narrative e tecniche cinematografiche usate da registi che su queste hanno basato la loro grandezza. 

L'uso della soggettiva dell'assassino e i lentissimi piani sequenza sono una causa diretta dell'intera impostazione di Halloween di John Carpenter, che ha avuto il grande merito di elevare il suo film ad un altro livello rispetto a questo Black Christmas che pecca di alcuni buchi di sceneggiatura che avrebbero chiuso il film in poco tempo, e di aver conferito lui un'impronta morale e un messaggio ben chiaro. Sta di fatto che Bob Clark con questo film si è meritato il nome di "co-fondatore" del genere, con un film che, seppur semplicisticamente per gli occhi di uno spettatore del 2016, presenta tutti i canoni e i tratti tipici di un filone che vedrà creare la fortuna di registi come Wes Craven.


Altro tratto interessante sono i movimenti di macchina, fatti da piani sequenza lentissimi, calibrati, tesi, morbidi. Movimenti che creano nello spettatore una tremenda ansia, simile a quella che provano i personaggi per tutta la durata della pellicola. La scelta stessa della planimetria della casa è un dato importante, che vede la posizione del telefono parallela a quella della scala che porta al piano superiore, dalla quale vi sarà un gioco di campo-controcampo che porterà inevitabilmente a creare una vera e propria paura di quei gradini. 

Il montaggio visivo e sonoro è perfetto, con dei canti di Natale intonati da bambini per quasi tutta la durata del film(una scena in particolare, ispirata da Psycho è girata e montata benissimo).

Non voglio dire molto altro, perché il film concede anche dei colpi di scena che sarebbe un peccato svelare. Spero solo che questo brevissimo consiglio natalizio possa far scoprire un grande cult e possa far aprire gli occhi a tutti gli amanti dell'horror e del thriller su una pellicola che è stata di fondamentale importante per tutta la produzione successiva di questo sottogenere. Una pellicola figlia di Mario Bava e mamma di John Carpenter. 


  


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